La Protesi Dentaria Fissa: Come Ritrovare il Sorriso

Protesi fissa a 6 elementi

Il trattamento mediante protesi dentaria fissa può fornire eccezionali soddisfazioni sia al paziente che all’odontoiatra ma per conseguire un successo è comunque necessaria un’attenzione a dir poco meticolosa in tutti i dettagli, dal primo colloquio con il paziente fino alle fasi attive del trattamento.

Un buon piano di trattamento si basa sull’individuazione delle esigenze dell’assistito. Spesso è necessario discutere accuratamente sulle varie modalità di trattamento, ognuna con i propri vantaggi e svantaggi, considerando sempre i trattamenti alternativi, che possono dare al paziente un’ampia scelta in base ai tempi di lavorazione, al numero delle sedute e non ultimo al budget.

Un trattamento soddisfacente deve necessariamente tener conto della prevenzione di patologie future, della cura di patologie esistenti, del ripristino della funzione masticatoria e del miglioramento del fattore estetico. Per primo si dovrebbero indagare l’esattezza e l’importanza delle ragioni che spingono ognuno di noi a ricercare l’odontoiatra. I principali disturbi rientrano generalmente nel dolore o sensibilità degli elementi dentari, nella difficoltà alla masticazione o fonazione, nell’odore o sapore cattivo dei denti o nell’aspetto sgradevole degli elementi come nel caso di denti fratturati o con alterazioni del colore. Una anamnesi corretta ridurrà al minimo gli inconvenienti che possono verificarsi durante il trattamento e un esame radiografico (la panoramica dentale) completo della cavità orale è essenziale per una dettagliata valutazione di tutti gli elementi, compresa la morfologia di ciascun dente e il sostegno osseo.

Dopo la prima accurata valutazione si procede alla preparazione dei denti pilastro (gli elementi che sorreggeranno la protesi). Qualsiasi protesi fissa dovrebbe essere sempre costruita con la forma più semplice possibile, realizzare un compromesso a questo principio basilare influirà sulla prognosi a lungo termine. Tramite un esame approfondito si procede alla valutazione, coadiuvati da radiografie e test di vitalità pulpare, di tutti i denti pilastro. Il pilastro ideale è un elemento vitale ed esente da carie, senza patologie parodontali e con un buon sostegno osseo, ogni paziente deve necessariamente essere informato dall’odontoiatra sul sacrificio biologico che si rende necessario durante la preparazione dell’elemento. Un ottimo pilastro è anche il dente trattato endodonticamente (in gergo dente devitalizzato), sempre che la terapia canalare sia stata eseguita in modo appropriato. Al contrario, eseguire una terapia canalare in maniera sbrigativa e approssimativa non solo potrebbe causare la perdita del pilastro ma influirà negativamente sulla prognosi.

Nella fase immeditamente successiva si procede alla valutazione dei pilastri (i denti appena preparati) e alla presa delle impronte. Questo delicato passaggio consentirà all’odontotecnico di sviluppare le impronte e di realizzare un “calco” della bocca, con tutti gli elementi riprodotti in maniera fedele, così da poter lavorare su una copia perfetta del cavo orale del paziente. La presa dell’impronta è una fase assolutamente indolore, i materiali utilizzati oggigiorno sono realizzati con una consistenza ed un odore gradevoli, una mano esperta completa il resto riducendo notevolmente i tempi e i piccoli disagi. Durante il periodo di tempo necessario alla realizzazione del restauro definitivo viene fatta indossare una protesi provvisoria. Le funzioni di questo restauro sono, oltre all’indispensabile requisito estetico, quelle di proteggere la polpa dei pilastri vitali, conservare la salute parodontale, conservare la posizione dei denti e proteggere gli elementi da fratture. Oltre a questi requisiti ci sono poi quelli meccanici e cioè garantire una buona resistenza ai carichi masticatori e mantenere allineati i pilastri. Il provvisorio in sostanza deve essere una protesi resistente ed estetica in modo da poter essere utilizzata per un prolungato periodo a causa di eventi imprevisti come i ritardi da parte del laboratorio o indisponibilità del paziente o dell’odontoiatra.

Dopo l’applicazione della protesi definitiva e la sua cementazione ai denti pilastro, il trattamento continua attraverso una serie di sedute di mantenimento che hanno lo scopo di controllare la salute orale del paziente. L’odontoiatra, oltre al controllo del restauro definitivo, stimola il paziente ad una buona igiene orale per il controllo della placca batterica e individua i disagi che la protesi può causare, principalmente per intraprendere interventi correttivi. Oltre a queste sedute una serie di richiami periodici possono individuare precocemente lo sviluppo di patologie parodontali o di carie, soprattutto nei pazienti con protesi fisse estese.

© 2010-2017 dente.co - riproduzione vietata

Le informazioni diffuse da dente.co sono destinate ad incoraggiare, e non a sostituire, le relazioni esistenti tra paziente e medico. Questo articolo ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico. Per maggiori informazioni sulla pubblicazione e sulle linee guida leggere qui

(*) I contenuti di www.dente.co, relativi a dispositivi medici, dispositivi medico – diagnostici in vitro e presidi medico-chirurgici (testi, immagini, foto, filmati, animazioni, disegni, allegati e altro) non hanno carattere di natura di pubblicitaria. Tutti i contenuti devono intendersi e sono di natura esclusivamente informativa, volti esclusivamente a portare a conoscenza i pazienti e i potenziali pazienti delle caratteristiche delle apparecchiature e dei dispositivi medici utilizzati presso lo Studio Dentistico. I contenuti di terze parti sono sempre protetti da Copyright - se non diversamente indicato - e l'utilizzo su www.dente.co è sempre specificato tramite link di attribuzione, l'utilizzo è altresì da ritenersi di carattere accessorio e didattico e completamente a titolo gratuito.

Protected by Copyscape Web Plagiarism Tool

4 commenti su La Protesi Dentaria Fissa: Come Ritrovare il Sorriso

Lascia un commento